Duchamp.
À l’Infinitif Project
Atto I
The Fountain Archives
5.12.2026 – 8.5.2027
A cura di Eva Brioschi
Inaugurazione: 5 dicembre 2026, ore 11:00
Con la partecipazione di Saâdane Afif e Luca Cerizza
Duchamp.
À l’Infinitif Project
Atto I
The Fountain Archives
5.12.2026 – 8.5.2027
A cura di Eva Brioschi
Inaugurazione: 5 dicembre 2026, ore 11:00
Con la partecipazione di Saâdane Afif e Luca Cerizza
Sabato 5 dicembre 2026 alle ore 11.00 la Fondazione Antonio Dalle Nogare presenta The Fountain Archives, l’Atto I Duchamp. À l’Infinitif Project, un progetto espositivo e di ricerca, a cura di Eva Brioschi, concepito come un dispositivo “aperto, casuale e infinito”.
Al centro, Fountain (1917) di Marcel Duchamp, il lavoro che ha rivoluzionato il concetto stesso di opera d’arte, e The Fountain Archives di Saâdane Afif, un progetto che ne indaga la diffusione e la memoria attraverso libri, immagini e archivi.
Nel 1917 Marcel Duchamp sotto lo pseudonimo “R. Mutt 1917” presentò alla Society of Independent Artists di New York un orinatoio in ceramica bianca, acquistato come oggetto industriale e collocato su un piedistallo.
Un gesto semplice ma dalle implicazioni radicali, in cui l’idea dell’artista diventava essa stessa un atto creativo, trasformando un oggetto quotidiano in un’opera d’arte. Nonostante il principio di apertura dichiarato dall’associazione, Fountain venne rifiutata e nascosta alla vista del pubblico. L’orinatoio originale del 1917 andò inoltre smarrito o distrutto, ma la sua immagine “sopravvisse” unicamente grazie alla celebre fotografia scattata da Alfred Stieglitz nella sua galleria 291 e pubblicata nel 1917 sulla rivista The Blind Man. Da allora, Fountain ha continuato a circolare in libri, cataloghi e pubblicazioni, diventando una delle immagini più riconoscibili ed emblematiche dell’arte del Novecento.
È proprio sulla diffusione di questa fotografia che si concentra il progetto di ricerca The Fountaine Archives di Afif, in cui l’artista raccoglie pubblicazioni di diversa natura – dai libri alle enciclopedie, dalle riviste ai cataloghi d’arte – che contengono la riproduzione di Fountain, costruendo nel tempo un archivio, a sua volta, della sua presenza nella cultura editoriale.
In occasione del primo atto di Duchamp. À l’Infinitif Project l’attenzione è rivolta all’evoluzione più recente e riflessiva dell’archivio di Saâdane Afif, la sezione Augmented insieme al libro INDEX, presentati nella sala Vault. L’insieme mostra come l’icona di Duchamp continui a moltiplicarsi, a generare significati e a riattivarsi senza fine attraverso la letteratura critica e lo sguardo della comunità artistica.
Saâdane Afif
Saâdane Afif è un artista che vive e lavora a Berlino. La sua pratica, caratterizzata da un sottile senso dell’umorismo, mette in discussione, tra le altre cose, l’autorità artistica e il ruolo stesso dell’arte. In The Fountain Archives (2008–in corso), Afif assume la circolazione e la ricezione dell’opera Fontana di Marcel Duchamp come materia della propria ricerca artistica, indagando come un’opera d’arte si costruisca e si ridefinisca nel tempo attraverso i processi di riproduzione, interpretazione e sedimentazione culturale.
Ph. Anri Sala
Luca Cerizza
Luca Cerizza, curatore e scrittore d’arte che vive a Torino. È “curator at large” presso il Maxim Gorki Theatre di Berlino, dove cura il progetto Music of Fears, e nel 2024 ha curato il Padiglione Italia alla Biennale d’Arte di Venezia con un progetto di Massimo Bartolini in collaborazione con i musicisti Caterina Barbieri, Gavin e Yuri Bryars, e Kali Malone. Autore di numerose monografie e saggi critici, dal 2006 insegna Museologia e Studi Curatoriali alla NABA di Milano.
Ph. Daniel Gustav Cramer
Duchamp. À l'Infinitif Project
Il titolo del progetto deriva da À l’Infinitif, nota come White Box, una raccolta di appunti e riflessioni legati alla matematica, alla scienza della prospettiva e alla quarta dimensione, suggerendo modalità di pensiero che superano i limiti della percezione ordinaria, pubblicata a New York nel 1966 dalla galleria Cordier & Ekström. L’infinito diviene la chiave di lettura del progetto: non soltanto un concetto matematico e spaziale, ma la possibilità di concepire l’arte come un processo mai definitivamente concluso. L’uso grammaticale dell’infinito nel titolo richiama una forma verbale non vincolata dal tempo preciso o a un soggetto determinato, che esprime un’azione potenzialmente aperta e permanente.
È questa apertura a orientare Duchamp. À l’Infinitif Project, le cui attivazioni periodiche saranno accompagnate da un’opera dell’artista proveniente dalla Collezione Antonio Dalle Nogare, esposta nella sala Vault al secondo piano della Fondazione.
Duchamp.
À l’Infinitif Project
5.12.2026 – ∞



